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Pietro Labonia – “Falso in Glucosio”

today23 Gennaio 2025 50

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“Falso in Glucosio” è un brano che si muove tra ironia e riflessione sociale, tematiche che al cantautore Pietro Labonia stanno particolarmente a cuore e attraverso le quali, insieme a Rhoon Records, si sta iniziando a delineare l’intero progetto pop-folk-acustico. La traccia si ispira liberamente all’iconica “Un giudice” di Fabrizio De André e affronta il tema universale delle ingiustizie, prendendo di mira il concetto di “due pesi e due misure” un problema, purtroppo, antico quanto il mondo.

Attraverso la storia di un goloso e delle sue caramelle, il brano diventa una metafora dell’ipocrisia e del perbenismo, mostrando come spesso la giustizia si pieghi al clamore di chi grida di più o di chi lo fa meglio. La società descritta è frenetica, caotica, incapace di fermarsi e di dedicare il giusto tempo per comprendere e cercare la verità.

Con ritmi vivaci, con una ricca varietà di accordi ed un’atmosfera folcloristica, “Falso in Glucosio” denuncia questa tendenza attraverso il sarcasmo e l’ironia, unici strumenti rimasti per combattere la superficialità. Il brano invita gli ascoltatori a riflettere, ad utilizzare la propria testa senza assorbire concetti preconfezionati, cercare di abbandonare le dicerie e al contrario invita ad impegnarsi a ricercare i fatti, lasciando loro l’ardua sentenza.

Pietro Labonia è conosciuto più che altro per gli Aedos Cluster of the Waterfall e il duo acustico Labobros. Dopo l’esperienza a Sanremo Rock nel 2023 nasce la voglia di mettersi in gioco anche come solista. Un nuovo progetto dunque, nuove idee e una nuova musica, sotto la guida dell’etichetta discografica Rhoon Records, che vedrà l’uscita del primo singolo ufficiale. Lo stile è di tipo cantautoriale, tendendo a sonorità prettamente acustiche e proponendo canzoni in italiano, dal sapore ironico e sarcastico.

Con il disco Disposable Music and Collectible Razors dei Labobros uscito nel dicembre 2021 si vedono collaborazioni con artisti come Cesareo (Elio e le storie tese), Paolo Tofani (Area), Jinian Wilde (David Cross Band), Muraud Musset (La Rue Ketanou) e sul versante arti visive con il videoclip Microfaces With Smiles dei Labobros si vanta la presenza di Michael Lee Gogin (attore in “Paura e delirio a Las Vegas”, “Critters”, Streghe”, ecc.), Marco Marzocca e Stefano Sarcinelli. Attualmente nella fase

embrionale la stesura di un album con il bassista e cantante Richard Sinclair (Caravan, Hatfield and the North, Camel, ecc.).

Pietro nasce a Bologna poi si sposta da da Venezia a Corigliano-Rossano, Roma, Londra, Buenos Aires, e qui emerge la sua tendenza (o forse l’esigenza) a essere nomade, facendo della sua arte un pretesto per non avere limiti di luogo ed eventualmente (laddove sia possibile) anche di tempo.

Impersonando la figura del vero autodidatta, l’esplorazione di diversi strumenti musicali risulta essere quasi d’obbligo per poter sfruttare appieno le potenzialità dei suoni che questo pianeta mette a disposizione. Si potrebbe fare eventualmente anche una lista di questi strumenti, ma risulterebbe noiosamente lunga e probabilmente neanche troppo accurata …diciamo per comodità che se si suona, fa parte di quella lista e se non

rientra, è solo questione di tempo.

La composizione dei brani non ha un metodo preciso e si basa molto sulla ricerca di “stanze” di vari colori e arredamento, in cui raccontare delle storie.

 

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Scritto da: Matteo

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