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G. Pulvirenti – M. Negrone “il Mattino Dopo” – di Serenella Mariani

today30 Ottobre 2023 1

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IL MATTINO DOPO – Giorgio Pulvirenti e Marco Negrone

La storia di questo di questo coinvolgente libro, inizia una notte in Francia, nel 1957 in cui un ragazzo di nome Justin, chiede a suo padre adottivo Benjamin, la verità sui suoi genitori naturali.
La narrazione ci porta così indietro nel tempo e precisamente durante la Seconda Guerra Mondiale, riaprendo ferite per Benjamin mai chiuse veramente, ricordi delle atrocità, del dolore e delle sofferenze subite insieme ad altri sventurati nel campo di Auschwitz.
Il racconto di Benjamin inizia a Parigi nel 1942 dove troviamo Alexandre, un giovane fornaio francese, sempre pronto e disponibile ad aiutare gli altri, appassionato di musica, violinista. Vive insieme alla sua compagna Natalie conduce una vita tranquilla fatta di lavoro e di affetti finché un brutto giorno un giorno qualunque per tanti altri ma non per chi come Alexander è ebreo, viene strappato dalla sua quotidianità e portato verso una destinazione ignota. Inizia così il suo incubo peggiore insieme ad altri ebrei, prima nel velodrome d’Hiver, poi nel campo di smistamento di Drancy, per poi finire Ad Auschwitz- Birkenau. Qui assiste ad atrocità inimmaginabili, alcune subite da lui personalmente. Gli ebrei vengono privati dei loro oggetti, dei loro capelli, del loro nome che viene sostituito da un numero marchiato sulla pelle cessando di essere umani e perdendo anche la dignità. Alexander e i suoi compagni lavorano in condizioni disumane per costruire, inconsapevolmente un qualcosa che serviva per sterminare altri loro compagni. Giorno dopo giorno i tedeschi cercano di piegare la loro volontà ed è sempre più difficile staccarsi dalle sofferenze del corpo e dello spirito cercando di rimanere integri. Per Alexander sarà proprio il violino ad aiutarlo a sopravvivere offrendo gli ancora momenti per sognare e ricordare. Ma come userà il violino? in quell’inferno può esserci spazio per l’amore e un modo per estraniarsi almeno per un momento da tutto quello che sta succedendo? Alexander non si perde d’animo e anche se flebile la speranza rimane sempre viva speranza che riesce ad alimentare insieme ad altri compagni e riuscendo in qualche modo a dare un’opportunità e forse una via d’uscita. La musica tramite il componimento “serenade” di Schubert diventa la colonna sonora di un qualcosa di inaspettato e di travolgente per Alexander ed Agnes, quest’ultima moglie di un tedesco. che non è d’accordo con le atrocità che commette il marito, sia fuori che dentro casa, ed è molto infelice. Vivrà con Alexander un attimo che aiuterà il giovane fornaio ad uscire, almeno momentaneamente dall’inferno che è costretto a vivere. Come il padre di Justin entra in tutto questo? Chi è lui realmente? La risposta a queste domande la si trova nel finale in cui tutto appare chiaro. Un padre e un figlio che si ritrovano in un abbraccio conoscendosi più in profondità sia nella luce che nelle zone d’ombra, risvegliandosi il giorno dopo in un nuovo giorno con un cielo più sereno e più puro. L’autore usa un linguaggio semplice ed efficace e ci racconta uno spaccato di storia con realtà senza cadere nel sentimentalismo. Uno stile perfetto, crudo, ma sensibile e delicato allo stesso tempo, trasformando una storia in quasi un saggio storico in cui la precisione e l’amore per la narrazione si fonde con la passione dello storico. Una storia che ci fa riflettere molto sulla società e sulle assurdità della guerra , ma anche di speranza per l’Animo umano, anche nei momenti più duri il cuore continua a battere nonostante tutto, portando a donarsi con generosità verso il prossimo. Un messaggio di speranza per tutti per il presente e per il futuro Affinché si possa davvero imparare qualcosa Oggi più che mai.

Scritto da: Sandro

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