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Canja – “Tribe”

today21 Luglio 2026 4

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Andrea Cangianiello, in arte ‘Canja’, è un artista la cui musica fonde culture diverse con radici profonde. Nato in provincia di Salerno, incarna una profonda eredità del Sud Italia, con forti ascendenze calabresi e napoletane. Questa radice geografica si fonde con i valori di un’educazione di fede Evangelica, plasmata tra il Lazio e la Calabria, dove le estati trascorse in un paese del Vibonese, hanno cementato un legame indissolubile con la terra.

Il suo percorso da batterista, avviato come didatta, decolla con uno studio privato e intensivo sotto la guida di eccellenze italiane come Cristiano Micalizzi e Emanuele Smimmo. La precoce affermazione professionale lo vede sostituire un maestro in tour, esibendosi giovanissimo al fianco di Daniele Bonaviri, figura di spicco della chitarra flamenca in Italia.
La vera svolta formativa e spirituale avviene in Brasile. Il viaggio, a Salvador di Bahia, lo immerge nei riti del Candomblé, permettendogli di decodificare e trasportare le percussioni dei canti sacri sulla batteria. Questa immersione totale nella radice della percussione brasiliana è un’esperienza unica per un musicista italiano. A Salvador, stringe collaborazioni di altissimo livello con maestri considerati l’eccellenza di Bahia e membri di formazioni leggendarie come Olodum e Timbalada: tra questi spiccano Neney Santos, Dede Reis, i gemelli Dum e Joe e Anderson Souza.

Questo mix esplosivo di radici mediterranee e ritmi afro-brasiliani, conferisce a ‘Canja‘ uno stile distintivo sulla scena Romana. Tornato in Italia, la collaborazione con Neney Santos si consolida in un sodalizio fertile che spazia tra registrazioni e live accompagnando artisti e musicisti di calibro nazionale e internazionale: James Senese, Mario Venuti, Rosalia de Souza, Fabiana Martone (Nu Genea), Israel Varela e la cantante jazz Greta Panettieri.
Questa rete di collaborazioni lo ha poi portato ad affiancare musicisti top player italiani come Emiliano Pari e Piero Masciarelli, partecipando a progetti live con Marco Rinalduzzi, Eric Daniel, Ismailà Mbaye. La sua versatilità si estende a collaborazioni di musicisti importanti come Tony Esposito, Karl Potter, Mimmo Epifani e Michele Ascolese (PFM).
Particolarmente significativa è l’esperienza con il giovane compositore Francesco Santalucia nel tour internazionale a supporto dell’artista Meryem Aboulouafa, che ha toccato contesti prestigiosi come l’Indonesia e l’Africa, culminando nell’esibizione al Jazzablanca, uno dei festival più imponenti del Nord Africa.Febbraio 2026, ‘Canja’ debutta come solista con il singolo ‘Floor,’ aprendo le porte al suo mondo musicale. Il brano è un viaggio attraverso ritmi, culture e radici profonde, anticipando l’uscita dell’album Yelè, sempre nel 2026. Con il secondo singolo “Tribe”, in uscita il 28 maggio 2026, Canja apre il capitolo successivo di questo percorso. Se “Floor” era la caduta, “Tribe” è il ritorno. Il paesaggio cambia: dal fitto del bosco interiore si approda alla profondità del lago. Qui l’acqua non è più soltanto elemento contemplativo, ma diventa uno specchio di trasformazione, il luogo simbolico in cui la solitudine comincia a dissolversi in appartenenza.Costruito attorno a percussioni ancestrali, trame sonore organiche, richiami vocali, echi e movimenti ritmici ipnotici, “Tribe” si sviluppa meno come una composizione convenzionale e più come un rituale in movimento. La percussione diventa pulsazione, il fuoco diventa memoria e l’acqua diventa lo specchio della trasformazione. È un invito primordiale a uscire dal proprio bosco interiore per riscoprirsi parte di un tutto, legati dallo stesso ritmo, dallo stesso calore, dalla stessa tribù.Attraverso Yelè, Canja sta costruendo un universo artistico immersivo in cui l’esperienza personale si trasforma in ritmo universale, la memoria diventa movimento e la musica si apre come forma di guarigione collettiva.

 

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Scritto da: Reviews staff

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